lunedì 3 ottobre 2011

Vittìmia

I sogni si erano spenti nella città di Vittimia. Pezzetti di gomma piuma cadevano giù come neve mischiandosi ai neuroni dei cervelli, il battito cardiaco generale dell’universo era accelerato, le carni cascanti come buste vuote della spesa. Ci voleva un cambiamento radicale.
“Ricostruite Vittimia”, era il grido d’allarme che si levava ogni giorno dalle piazze, i contadini in massa scendevano a valle con i loro panieri vuoti e reclamavano il raccolto perso. Avevano le camice sporche, le facce rugose, le scarpe rovinate dal continuo rosicchiare dei topi, l’anima in pena.
Il capo di Vittimia, despota e uomo senza religione, li osservava dall’alto come formiche da schiacciare e di tanto in tanto lanciava loro altri pezzetti di gomma piuma che donne e bambini mendicavano per riempire cuscini di carta e materassi. Gli stessi su cui la notte prima avevano poggiato le loro facce stanche e sporche, le loro schiene fatte a pezzi da ore di lavoro inutile, le loro pance vuote, sradicate di budella contorte. Mancava l’acqua per lavare via gli strati di anni di polvere.
Intanto catrame bollente cuoceva dentro grandi pentole di rame e bruciato, dai camini fumo nero e denso si mischiava all’aria color piombo e bocche affamate di cani randagi sopravvissuti alla peste di quel tempo, leccavano ferite di carogne. Carcasse di uomini e donne, morti alcuni giorni prima colpiti da altre sconosciute malattie.
Se i sogni si erano esauriti che cos’altro poteva essere fatto? La putrefazione era alle porte, un caos lento e violento avvolgeva silenzioso i tetti rotti della città strangolandoli pian piano; mantelli di velluto violacei e polverosi di ragnatele volteggiavano senza corpi, era la morte. E nessuno l’aveva mai immaginata così. Il conto alla rovescia era già finito da un pezzo, i vermi si muovevano lenti e spenti…

lunedì 12 settembre 2011

Al Party Alieno

Pupina, la manager in discesa dell’azienda L&Co (sottomarca di bluejeans sottovuoto), arrivò con abbondante ritardo alla riunione.
Diede una prima occhiata alla stanza e cominciò a impartire ordini agli inferiori.
-        Tu, mettiti là, tu mettiti lì, tu mettiti qui, tu mettiti qua-qua-qua, tu lucida le scarpe altrimenti riceverai una frustata in più, tu stai zitto – perché? – perché sì. – ok.
Poi lanciò un’occhiata a Benamata Tommasa, l’aliena di turno
 ordinando - prova immediatamente i nuovi jeans sottovuoto appena inscatolati, intitolati sottosotto (Under-Under).
Tommasa Aliena non poté sottrarsi, così aprì la lattina e i calzoni le schizzarono nel braccio sinistro provocandole una lesione dei tessuti tegumentari causata da una probabile pre-esposizione del tessuto stesso alle fonti termiche.
-        Migliorare lo strappo della linguetta, quello delle vostre lingue, e tutto il resto termico urlò alla sala zittita Pupina.
 Tommasa Aliena dovette coprirsi per una settimana il volto; L'infezione dovuta alla grave immunodepressione e al difetto della protezione cutanea, le provocò anche complicanze gastrointestinali.
Ecco cosa usò Tommasa per coprirsi le bruciature. La benda fece tendenza in occasione degli Alien party che ella frequentava e provocò l'invidia di molti avventori. Avventori che pur di avere una benda come quella, si fecero esplodere lattine difettose di "Under-Under" addosso.
                                                         Le Mansuete

(Nota: "L" di L&CO sta per Lupi) 


sabato 13 agosto 2011

Abiti per Alieni

Non è escluso che questo spazio sarà dedicato all'abbigliamento per Alieni.
Voi credete nell'esistenza di altre forme di vita da qualche parte lontana dalla Terra? Noi sì. E crediamo anche che adesso queste creature ci stiano spiando con qualche sofisticato marchingegno; così ci siamo dette (siamo in due), facciamolo, creiamo per loro qualcosa di degno e siamo già all'opera, utilizzando esclusivamente la tecnica del crochet e della maglia.

ciao piccolo, presto avrai un vestito.